Banca del Tempo di Valmadrera                                     WhatsApp TESTATAROSSA600                                           locandina poesia 2019140

Non perdere tempo…scambialo!

 

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C’è una canzone di Giorgio Gaber il cui testo non è altro che un elenco ironico di oggetti, situazioni di vita quotidiana, luoghi comuni che il cantautore colloca a destra o a sinistra dell’arco costituzionale. Così la cioccolata svizzera viene definita di destra e la nutella di sinistra, la mortadella di sinistra ma il culatello di destra; il concerto nello stadio di sinistra, i prezzi del biglietto un po’ di destra… e così via.

Nel sarcastico inventario di Gaber non c’è ‘il tempo’.

E’ di destra o di sinistra? A Valmadrera vorremmo farlo diventare ‘di tutti’ rispondendo così all’ultima strofa della canzone quando, dopo una sequenza martellante di “destra-sinistra! destra-sinistra…”, il cantante esasperato grida… “Basta!”.

Rispondiamo con una proposta che si chiama Banca del Tempo. Presente da anni a livello nazionale, approda finalmente anche da noi su iniziativa di un gruppo di cittadini Valmadreresi. E’ un progetto trasversale e socialmente utile, un progetto ‘di tutti’ e ‘per tutti’: proprio come il tempo.

Il progetto Banca del Tempo sarà presentato prossimamente alla cittadinanza con iniziative di vario genere, ma vogliamo cominciare a parlarne sulle pagine dell’Informatore Parrocchiale per raggiungere tante famiglie e tante persone a cui potrebbe interessare.

Oggi spesso si fatica a far fronte agli impegni della vita quotidiana, ancor più alle urgenze causate da eventi imprevisti che fanno vacillare un equilibrio forse faticosamente raggiunto e magari non si chiede aiuto per pudore o per paura di disturbare. Così piccoli bisogni’ come recuperare i figli a scuola, fare la spesa, riparare un piccolo elettrodomestico, fare un po’ di sport o trovare un aiuto nello svolgimento dei compiti, diventano spesso talmente gravosi da essere vissuti come grandi bisogni’ che finiscono per compromettere il benessere e la qualità della vita personale e familiare.

Per tentare, in un’ottica di sussidiarietà e solidarietà, di alleggerire il carico di impegni quotidiani od occasionali quando questi sono ancora ‘piccoli bisogni’ abbiamo pensato ad un progetto in cui liberi cittadini si associano per prestare il loro tempo ottenendo in cambio il tempo altrui; un progetto capace di fare incrociare i piccoli problemi di vita quotidiana dell’uno con i ‘saper fare’ dell’altro; una proposta grazie alla quale i bisogni e le capacità - incontrandosi - diventano veicoli di relazioni, focolai di socializzazione che sviluppano e rinforzano il tessuto della comunità.

 

La Banca del Tempo è organizzata come una vera e propria banca in cui ‘circola’ tempo anziché denaro. Non si maturano mai interessi né in attivo né in passivo. Unico obbligo è il pareggio del conto.

Con la Banca del Tempo si dà quando si può e si riceve quando si vuole. Non si diventa debitori o creditori di una persona: lo si diventa nei confronti della banca che ha il compito di incrociare richieste e offerte di aiuto nel miglior modo possibile.

In una Banca del Tempo il valore delle attività scambiate corrisponde unicamente alle ore impiegate per realizzarle. Chiunque può aderire ad una banca del tempo, poiché ognuno è potenzialmente in grado di offrire qualcosa di utile ad altri e tutti hanno bisogno di qualcosa.

Chiunque in una Banca del Tempo è portatore di valori. Si annullano così le differenze fra il giovane e l’anziano, il ricco ed il povero, il comunitario e l’extracomunitario, il disabile e il normodotato: ognuno può portare qualcosa, e tutte le prestazioni hanno lo stesso valore: il tempo della prestazione stessa.

I conti correnti potranno essere alimentati e spesi dal singolo intestatario o da un suo familiare, portando ad incrementare gli scambi e la rete solidale tra un numero sempre maggiore di individui anche di diverse generazioni.

Questa è prevenzione del disagio, oltre che costruzione di una comunità solidale. Se i legami sociali si rinsaldano, se il senso di solitudine viene sostituito dalla presenza di una rete di relazioni, se i ‘cittadini’ sanno di poter contare sull’aiuto dei ‘concittadini’, la città diventa comunità: luogo di fiducia e sicurezza!

Flavio Passerini e Daniela Selva

per la Banca del Tempo

 

 

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